“Ma quindi sei psicoterapeuta, non sei psicologa?”
“Hai la specialita, quindi puoi prescrivere dei farmaci?”
“Quali sono le differenze fra psicologo, psicoterapeuta e psichiatra?”
Sono domande che mi vengono poste spesso da pazienti, da persone curiose, da chi sta cercando aiuto e non sa esattamente a chi rivolgersi. Capisco perfettamente la confusione: i nomi si somigliano, i ruoli si sfiorano e quando si sta attraversando un momento difficile si ha già abbastanza da pensare senza doversi destreggiare tra definizioni tecniche.
Con questo articolo provo a fare un po’ di chiarezza, partendo da situazioni concrete e cercando di spiegare non solo cosa fa ciascuna figura, ma soprattutto quando ha senso rivolgersi all’una o all’altra.
Chi è lo psicologo e cosa può fare
Può dirsi psicologo chi ha ottenuto la laurea magistrale in Psicologia, ha completato il tirocinio formativo, ha superato l’esame di Stato e si e iscritto all’Ordine degli Psicologi della propria regione (vi rimando, come esempio, al sito dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte e alla mia scheda personale sul sito dove potrete trovare i vari professionisti operanti in Piemonte, nonché le iniziative tenute, gli aggiornamenti, i servizi proposti e tanto altro ancora)
Concretamente, uno psicologo può somministrare test diagnostici, fare colloqui di sostegno, lavorare nell’ambito della formazione e della ricerca, effettuare valutazioni psicologiche. La sua valutazione non è una semplice opinione ma un atto clinico basato su strumenti scientificamente validati.
Una cosa pratica che spesso non si sa è che non serve l’impegnativa del medico di base per andare da uno psicologo privato. Si prenota direttamente e le sedute sono detraibili fiscalmente al 19% come spese sanitarie.
Se stai attraversando un periodo pesante con ansia al lavoro, fatica nelle relazioni, umore basso che dura da qualche mese, anche se non sai bene come definirlo sai che qualcosa non va. In quel caso, lo psicologo è quasi sempre il punto di partenza piu sensato: valuta cosa sta succedendo, ti aiuta a orientarti e, se necessario, ti indica il percorso piu adatto.
Chi è lo psicoterapeuta e cosa cambia rispetto allo psicologo
Lo psicoterapeuta è uno psicologo che, dopo tutto l’iter necessario all’abilitazione professionale, ha intrapreso un ulteriore percorso di quattro o cinque anni in una scuola di psicoterapia riconosciuta. Questo percorso gli ha permesso di imparare un metodo specifico, di svolgere un tirocinio aggiuntivo sotto supervisione costante e, nella maggior parte dei casi, di fare lui stesso un’analisi personale prima di concludere la formazione.
Può diventare psicoterapeuta anche un medico laureato in Medicina che abbia seguito lo stesso iter. La risposta alla domanda che mi viene posta più spesso arriva da questo dettaglio: lo psicoterapeuta psicologo non può prescrivere farmaci. Lo psicoterapeuta che è anche medico, invece, può fare tutto ciò che compete alla sua professione medica, inclusa la prescrizione farmacologica.
L’attività dello psicoterapeuta va notevolmente più in profondità rispetto al sostegno psicologico. La psicoterapia è un percorso strutturato e prolungato nel tempo, con l’obiettivo di diminuire la sofferenza e insieme rendere il modo di pensare e di agire meno rigido e più flessibile, modificando i pattern che si ripetono nella vita della persona.
Pensa a questa situazione: ogni volta che ti avvicini a qualcuno che ti piace, succede qualcosa e ti chiudi. O sul lavoro vai bene finchè le cose non si fanno importanti e poi ti blocchi. Oppure certe emozioni, la rabbia, la tristezza, la paura di sbagliare, tornano sempre con la stessa intensita in situazioni diverse. Questi non sono problemi episodici: sono schemi radicati. Ed è su quelli che lavora la psicoterapia.
Gli approcci principali sono diversi: cognitivo-comportamentale (focalizzato sui pensieri disfunzionali e i comportamenti che li mantengono), psicodinamico (che esplora le radici piu profonde del disagio), sistemico-relazionale (attento alle dinamiche familiari e di coppia), EMDR (particolarmente efficace per i traumi). Non esiste un metodo migliore in assoluto: conta la tua situazione e conta come ti trovi con la persona che hai di fronte.
Chi è lo psichiatra e quando è necessario
Lo psichiatra è un medico laureato in Medicina e specializzato in Psichiatria. Cura i disturbi mentali da un punto di vista medico e organicistico, attraverso la prescrizione di farmaci adatti al tipo di disturbo: antidepressivi, stabilizzatori dell’umore, ansiolitici, antipsicotici. Può richiedere esami strumentali come la TAC, la risonanza magnetica o l’elettroencefalogramma, può fare una diagnosi differenziale ossia escludere che i sintomi psichici abbiano una causa fisica, cosa che non è affatto rara (alcune disfunzioni tiroidee, per esempio, possono assomigliare molto a una depressione).
Ci sono momenti in cui la sofferenza va oltre le emozioni e chiede una risposta sul piano biologico: quando non si riesce a dormire da settimane, quando non si riesce ad alzarsi dal letto, quando i pensieri sembrano impossibili da fermare. In quei casi, una valutazione psichiatrica è necessaria e non c’è nulla di cui preoccuparsi nel cercarla.
Spesso il trattamento più efficace è quello integrato, si affianca al percorso di psicoterapia anche un trattamento farmacologico. Lo psichiatra si occupa della parte biologica, lo psicoterapeuta lavora sulla dimensione psicologica. Le due cose non si escludono ma anzi si vanno a completare.
La parola “psichiatra” mette ancora a disagio molte persone, come se chiedere una consulenza psichiatrica significasse qualcosa di grave o definitivo. Significa semplicemente scegliere lo strumento giusto per il momento che si sta vivendo.
Le differenze principali tra le tre figure
Se vuoi avere tutto chiaro in modo rapido, questa tabella raccoglie le informazioni piu utili.
| Psicologo / Psicoterapeuta | Psichiatra | |
|---|---|---|
| Formazione | Laurea magistrale in Psicologia (5 anni) + esame di Stato. La psicoterapia aggiunge 4-5 anni di specializzazione. | Laurea in Medicina (6 anni) + Specializzazione in Psichiatria (5 anni). A tutti gli effetti, un medico. |
| Strumento principale | Colloquio, valutazione psicologica, tecniche terapeutiche. Nessun farmaco. | Diagnosi medica e farmaci psichiatrici. Puo richiedere esami strumentali (TAC, EEG, analisi del sangue). |
| Prescrive farmaci? | No, a meno che lo psicoterapeuta sia anche medico. | Si. E’ l’unica figura tra le tre a poterlo fare di default. |
| Quando rivolgersi | Ansia, umore basso, difficolta relazionali, traumi, schemi che si ripetono, valutazione cognitiva, ADHD, DSA. | Sintomi gravi che compromettono il funzionamento quotidiano. Sospetto di cause organiche ai sintomi psichici. |
| Serve impegnativa? | No per le prestazioni private. Le sedute sono detraibili al 19%. | No per le visite private. Si per le prestazioni SSN. |
Un caso a parte è la neuropsicologia
C’e un tipo di difficoltà che spesso le persone faticano a collocare e non è l’umore il problema principale, ma il funzionamento cognitivo. Non ricordi dove hai messo le cose. Fai fatica a concentrarti su qualcosa per più di dieci minuti. Hai sempre avuto qualche difficoltà a scuola che nessuno ha mai saputo spiegare con precisione. Oppure hai un figlio per cui insegnanti e pediatra usano parole come ADHD o DSA, senza che nessuno ti abbia mai detto cosa significano nella vita concreta di tutti i giorni.
Ecco, la neuropsicologia valuta come funziona il cervello sul piano cognitivo: memoria, attenzione, velocità di elaborazione, funzioni esecutive, linguaggio e apprendimento. Lo fa con strumenti standardizzati e una lettura clinica della storia della persona, non con impressioni generiche.
Ho una specializzazione in neuropsicologia oltre alla formazione come psicologa psicoterapeuta. Questo mi permette di integrare nella valutazione sia la dimensione emotiva che quella cognitiva, costruendo un quadro molto piu completo, soprattutto quando il disagio è difficile da mettere a fuoco o quando nessuno ha ancora dato una risposta soddisfacente.
Come capire da dove cominciare
Non devi fare la diagnosi da sola prima di prenotare un appuntamento. Non è compito tuo ed è esattamente per questo che esiste il primo colloquio. Se però vuoi un criterio semplice per orientarti, eccolo.
Chi sta attraversando un momento difficile e vuole capire meglio cosa gli succede, o ha bisogno di uno spazio in cui elaborare quello che vive, trova nello psicologo il punto di partenza più naturale.
Quando invece la sensazione è che certi schemi si ripetano, che il problema non sia solo il momento ma qualcosa di più strutturato nella propria vita, cercare una psicoterapeuta ha senso.
I sintomi molto forti, quelli che interferiscono con il sonno, l’alimentazione o il lavoro, chiamano spesso una valutazione psichiatrica, anche in parallelo a un percorso psicologico.
Per le difficoltà di memoria, concentrazione o apprendimento che nessuno ha mai valutato con precisione, una valutazione neuropsicologica può finalmente darti risposte concrete su cui costruire qualcosa.
Spero con queste indicazioni di aver fugato qualche dubbio. Per ulteriori domande o chiarimenti, puoi sempre scrivermi oppure contattarmi direttamente.
Domande frequenti
Lo psicologo puo prescrivere farmaci?
No. La prescrizione di farmaci e una prerogativa esclusiva del medico, quindi dello psichiatra. Lo psicologo e lo psicoterapeuta (quando è psicologo) lavorano esclusivamente con il colloquio, la relazione terapeutica, le tecniche specifiche del metodo scelto. Se durante un percorso psicologico emerge che un supporto farmacologico potrebbe essere utile, il professionista ti indirizzerà verso uno psichiatra.
Ho bisogno di un’impegnativa del medico per andare dallo psicologo?
No. Per le prestazioni private non serve nessuna impegnativa, prenoti direttamente. Le sedute sono detraibili fiscalmente al 19% come spese sanitarie, a condizione che il pagamento sia tracciabile. Non serve nemmeno passare dal medico di base per avere un’autorizzazione.
Psicologo e psichiatra possono seguirmi insieme?
Sì, ed è spesso la situazione piu efficace per i casi complessi. Lo psichiatra gestisce la componente biologica e farmacologica; il professionista psicologico lavora sulla dimensione emotiva, relazionale e cognitiva. I due percorsi non si escludono e, anzi, si rinforzano a vicenda.
Come faccio a scegliere il professionista giusto per me?
La relazione terapeutica, cioè il legame di fiducia che si crea tra te e il professionista, è uno dei fattori che incide di più sull’efficacia del percorso. È assolutamente normale fare uno o due colloqui prima di decidere se continuare con quella persona. Se non ti senti a tuo agio, puoi sempre cambiare ed è un tuo diritto, non una mancanza di rispetto verso chi ti ha seguito.
Cosa valuta una psicologa con specializzazione in neuropsicologia?
Una valutazione neuropsicologica misura le funzioni cognitive: memoria, attenzione, velocita di elaborazione, funzioni esecutive, linguaggio e apprendimento. È utile per fare luce su difficolta come ADHD, DSA, declino cognitivo nell’anziano, o per valutare le conseguenze di un trauma cranico o di un ictus. Combina test standardizzati con la storia clinica della persona, dando risposte precise e fruibili.
In quanto tempo si vedono i risultati di una psicoterapia?
Dipende dall’orientamento terapeutico, dalla natura del disagio e dalla persona. Alcune terapie a breve termine, come quella cognitivo-comportamentale, possono mostrare cambiamenti significativi già dopo qualche mese. Percorsi più profondi richiedono tempi più lunghi. La cosa importante è avere obiettivi chiari fin dall’inizio e sentirsi a proprio agio con il professionista che si è scelto.
Vuoi capire da dove cominciare?
Se hai letto fin qui, probabilmente stai cercando qualcuno con cui parlare. Forse non sai ancora bene cosa ti succede e va benissimo cosi: la prima consulenza serve esattamente a questo, a fare chiarezza insieme.
Hai ancora dubbi su chi puo fare al caso tuo?
Puoi prenotare un primo colloquio con me per capire insieme di cosa hai bisogno e se posso aiutarti. Lavoro ad Asti e online su appuntamento.
Il momento giusto per iniziare non arriva mai da solo. Devi deciderlo tu.
